2b - scuola primaria via Marconi - Bresso

I bambini e le bambine della 2b hanno scritto le loro personali conclusioni alla storia che abbiamo iniziato a raccontarci durante la prima uscita al Parco Nord ...

S.A.
Il Guardaparco, dopo essere salito sulla madre del piccolo uccellino intrappolato, si avvia verso la gabbia. Egli però si era dimenticato il sentiero ma…colpo di genio! L'uccello vide le orme del bruco!
Eu Genio aveva dato la voce all'uccello. Il Guardaparco sentì una voce dolce: "Ti sto portando verso le orme del bruco che ha intrappolato mio figlio!" Il Guardaparco sentendo l'uccello parlare e urlò: "Cosa? Tu sai parlare?!"
L'uccello rispose:"Sì, Eu Genio mi ha dato le parole ed eccomi qui!"
Il Guardaparco non credeva ancora ai propri occhi ma Eu Genio era stato ancora più furbo: all'uccello aveva confidato la combinazione della gabbia.
Al bruco venne fame e allora andò nel bosco a prendere una corteccia d'albero mentre la madre dell'uccellino, insieme al Guardaparco, trovarono la gabbia, l'aprirono e alla fine salvarono ilo piccolo uccellino

E.L.
La fiaba si conclude così: riescono a liberare l'uccellino e il bruco, con la liberazione, capisce che se si fa del male si subisce del male così il brucone diventa buono.
Il Guardaparco ringrazia il mago.
Il brucone dà da mangiare all'uccellino e la mamma uccello invita il brucone a cena. Facendo del bene si riceve del bene così vissero tutti felici e contenti.
Ah, dimenticavo: volete sapere come fecero a liberare l'uccellino?
Scopriamolo: trovarono un biglietto con scritto 359 e 395; la combinazione giusta era 395. loro entrarono nella grotta dove s nascondeva il brucone che uscì perché aveva sentito un rumore.
Il Guardaparco gli lanciò una rete intrappolandolo; entrarono e liberarono l'uccellino con la chiave; esattamente non era una chiave chiave:era un numero.
Il numero era 395 lo liberarono e volarono via. L'uccellino era ferito perché il brucone, talmente era cattivo, che lo sbatteva qui e là; alla fine salì sul dorso della sua mamma così vissero tutti felici e contenti.

R.C.
Per trovare la gabbia il Guardaparco e la mamma del piccolo uccellino gridarono: "Uccellino! Uccellino!", e sentirono una piccola vocina: "Cip cip".
Dopo aver individuato la tana il Guardaparco incominciò ad entrare ma prima salutò la mamma dell'uccellino.
Poco distante il Guardaparco vide un grosso brucone che stava leggendo un libro molto interessante, mentre l'uccellino urlò: "Fammi uscire!".
Il Guardaparco silenzioso camminò verso la gabbia dell'uccellino.
Il piccolo,vedendo il Guardaparco stava quasi per urlare ma il Guardaparco gli disse silenziosamente: "Non devi urlare!"
Proprio in quell'istante l'uccellino si accorse che il brucone stava smettendo di leggere allora lo segnalò all'amico e il Guardaparco si nascose in una piccola caverna dentro la tana del brucone, nello stesso momento il brucone andò nel bosco a prendere il mangime suo e delle cose schifose per l'uccellino.
Il Guardaparco velocemente andò ad aprire la gabbia e aveva solo due speranze per la combinazione e sono 395 e 359.
Il primo tentativo non andò bene allora pensò che il secondo sarebbe stato vincente e infatti riuscì a liberare l'uccellino però si doveva sbrigare perché il brucone stava arrivando.
Il Guardaparco aveva coraggio allora prese l'uccello e si fermò e, quando arrivò il brucone gli disse: "Guarda, io non ho paura di te, ti volevo dire che devi essere più buono".
A queste parole il brucone rispose: "Va bene"
Dopo un po' partirono tutti insieme per andare dalla mamma dell'uccellino e tutti vissero felici e contenti.

E.C.
Il Guardaparco vide arrivare la madre dell'uccellino, era magnifica: il becco di platino, tutto il corpo celeste, incantevole e la punta delle ali era d'oro, proprio come quelle di suo figlio.
Si caricò il Guardaparco sulle ali e…via! Ai confini della fantasia, oltre l'immenso Parco Nord. In una montagna videro gli uomini di quel bruco, in un castello di rovi.
I suoi uomini in realtà erano porcospini.
La mamma del piccolo si accostò dietro un cespuglio davanti al castello di rovi ma, per fortuna, i porcospini non li videro.
L'unica via d'accesso era passare davanti a tutti i porcospini.
Il Guardaparco li sconfisse con la magia di Eu Genio.
Il Genio corse per tutto il corridoio di rovi e arrivò alla porta del bruco, l'aprì, trovò il bruco e lo sfidò alla lotta magica.
A metà si menarono così tanto che la croce della chiesa era diventata un quadrato.
Alla fine vinse il Guardaparco e il bruco si trasferì al Parco di Monza.
"Abracadabra, sim359 ecco qui, la gabbia si aprì". Il Guardaparco portò l'uccellino da sua madre e li riportò a casa.
Chi troppo vuole nulla stringe.

F. R.
Il Guardaparco volando trova un albero; su un ramo c'è qualcosa di grigio: andando verso l'albero vede che è solo un cartello.
Volando e volando trova un albero simile e il Guardaparco si domanda; "Sarà questo l'albero giusto?".
Per assicurarsene s'avvia verso l'albero alla fine lo trova e trova anche il numero attaccato all'albero: è il numero 395.
Il Guardaparco libera l'uccellino. , il brucone diventa buona perché aveva fatto il proposito che, se avessero liberato l'uccello sarebbe diventato buono così tutti insieme, il Guardaparco e il brucone, difendono il parco insieme e vissero felici e contenti.

N.M.
Il Guardaparco e la mamma volando vedono il piccolo. La gabbia era in mezzo agli alberi del bosco. La guardia della gabbia è il brucone. La mamma e il Guardaparco gli buttano addosso una rete e lo catturano. Il Guardaparco prova a fare a combinazione 395 e la gabbia si apre, rinchiude il brucone nella gabbia e la mamma ed il piccolo, ormai libero, tornano nel loro nido. Il Guardaparco dice al brucone che deve essere più buono e vanno a salutare la mamma e il piccolo che perdona il brucone.

S.C.
Dopo che Eu Genio ha chiamato il grande uccello, il Guardaparco intravede la gabbia e di guardia c'è il brucone con un'espressione ancora più crudele di prima.
Il Guardaparco decide allora di escogitare un piano: si nasconde dietro un cespuglio, si traveste da uccello, va dal brucone e gli dice: "Capo, se vuoi posso fare io la guardia!"
Il brucone gi risponde: "Sì, va bene! Attento però alla mamma del piccolo!"
Non appena il cattivane si è allontanato, il Guardaparco chiama la mamma del piccolo che aveva preso il foglietto con la combinazione: è 395.
Il Guardaparco imposta la combinazione, apre la porta della gabbia e l'uccellino abbraccia finalmente la madre e… arrivederci alla prossima storiella!
Ah, dimenticavo, vi chiederete che fine ha fato il brucone?
Beh, il brucone adesso è in prigione, legato ben bene con le catene e continua a dire: "Uffa, uffa e ancora uffa!! Mi sono atto ingannare!"

R.F.D.
La gabbia è dentro una caverna.
Il brucone fa la guardia alla caverna.
Il Guardaparco libera l'uccella aprendo la gabbia con la combinazione 359.
Il Guardaparco, con una magia, fa diventare buono il brucone.
La mamma e l'uccellino volano felici nel loro nido.

T.C.
Mentre il Guardaparco è sopra il dorso di questo grande uccello cercano di individuare tutti e due la gabbia.
Dopo un bel po' l'uccello sente insieme al Guardaparco una risata forte e cattiva. Il grande uccello vede il brucone che fa la guardia alla gabbietta.
Scendono sull'erba e vedono infatti il brucone e l'uccellino intrappolato.
Poco dopo il brucone li vede e dice loro: "non troverete mai la chiave!" essi si guardano intorno; a un certo punto ricordano insieme la combinazione, riescono finalmente ad aprire la gabbia, l'uccellino esce e va dalla mamma.
Alla fine l'uccello e suo figlio chiamano tutti gli animali del bosco e cacciano per sempre il bruco così tutti gli animai del bosco possono finalmente vivere in pace felici e contenti.

I.P.L.
Il Guardaparco e la mamma volano per diversi giorni.
L'uomo vede tra gli alberi l'uccellino chiuso dentro la gabbia.
L'uccello scende giù e si appoggia dove c'è la gabbia.
Il Guardaparco si guarda intorno e vede il brucone che stava leggendo il suo libro.
Il Guardaparco si avvicina alla gabbia e prova e prova la combinazione e finalmente la gabbia si apre.
Il brucone si accorge che la gabbia è aperta e dice: "Chi è stato ad aprire la gabbia dell'uccellino?" nel frattempo l'uccellino sale sul dorso della mamma e vola via.
Il Guardaparco mette il brucone in prigione dentro la gabbia. Il brucone resta per sempre cattivo imprigionato per sempre nella gabbia.

M.D.M.
L'uccello era bravissimo a trovare le tracce del brucone e… "Ecco l'uccellino!-grida il Guardaparco- è da solo!
Meno male, possiamo liberarlo! "
la mamma disse: "ma come si fa?"
il Guardaparco le rispose: "Basta usare le coordinate!"
una volta fuori dalla gabbia l'uccellino disse: "Ero dentro la gabbia, ho tirato una corda e la gabbia s'è chiusa."
Il brucone vide la gabbia aperta e disse: "Oh, no! Ora scomparirò!" e da quel giorno vissero tutti felici e contenti.

R.S.
Il Guardaparco vide un gran bruco e cercò di schiacciarlo ma quello se ne andò nella sua tana.
Il giorno dopo il Guardaparco lo rivide: stava cercando un gabbia bella lucida e, dopo un po', il bruco disse: "Come farò a trovare una gabbia lucida?"
A causa della lunga ricerca si stancò e piano piano un uccellino gli andò dietro la schiena.
Il bruco si svegliò, lo vide, il bruco lo prese e lo tenne stretto finché l'uccellino corse il rischio di soffocare.
Dopo un po' il brucone non trovò più l'uccellino perché il bruco si era distratto una mezz'oretta e il bruco disse: "Dov'è? Forse sarà nella mia tana, andiamo a controllare!
No, non c'è… Vediamo un po': sarà dietro un sasso? Andiamo e. non c'è nemmeno qui!
Domani ci penserò ma… quando lo troverò chi farà la guardia?
Ci penserò dopo una bella dormita!" il giorno dopo, al risveglio, si trovò in un gran gabbione e, fuori dalle sbarre vide tantissimi uccelli, allora pensò di scappare.
Il bruco aveva paura degli uccelli, cercò di scappare ma non ci riuscì perché era legato come un salame: non riusciva a muovere nemmeno la testa e chiese agli uccellini: "Perché sono stato catturato?"
Gli rispondono: "Perché volevi catturare il nostro fratellino così ti abbiamo catturato e legato così impari!"
Il Guardaparco trovò il bruco imprigionato nella gabbia che stava leggendo un libro sulla cattura degli uccelli e lo liberò nel deserto dove rimase per sempre.
Passò il tempo e l'uccellino diventò grande.
Il Guardaparco gli chiese: "Ti posso attribuire un nome?"
L'uccellino gli diede il permesso ed il Guardaparco gli chiese "Posso volare sopra di te?"
"Sì, certo! Ma posso farti io una domanda? Perché ti chiami così?"
Il Guardaparco rispose: "Perché devo guardare il parco cioè controllare la gente, soprattutto quella che fa quello che non deve fare, capito?" "Sì!! Ora tieniti forte!! Ciao!"

E.S.
La gabbia era in una grotta.
La madre gira per trovarla e poi scorge un bruco che sta portando la gabbia dalla grotta ad un albero.
Lo segue, riesce a liberare il proprio cucciolo e, con la sua liberazione, il bruco scompare.
La madre porta il piccolo nel proprio nido; non ha mangiato da tanto e allora gli dà da mangiare e vissero felici e contenti.

E.L.
Il bruco cattivo aveva aperto la gabbia dell'uccellino Cip, lui era uscito per provare a volare libero.
Non era più riuscito a trovare la strada di casa e, sfinito, si era addormentato sul prato.
Al risveglio si era ritrovato in gabbia; subito aveva creduto di essere a casa, poi si era accorto che il bruco lo stava guardando. "perché mi hai fatto questo?" chiese Cip. "Ho perso mia mamma, non sopportavo di vederti amato dalla tua" rispose il bruco cattivo e si allontanò in cerca di cibo. Cip si mise a piangere forte, una farfalla lo sentì e si avvicinò: Perché piangi piccolino?"
Cip le raccontò la sua triste avventura. La farfalla gli donò un fischietto che poteva essere udito da molto lontano.
Cip cominciò a suonarlo.
Il Guardaparco e la mamma, guidati dal suono, riuscirono a liberare Cip prima del ritorno del bruco.
Quando si accorse che la gabbia era vuota il bruco gridò forte.
La farfalla che aveva aiutato Cip gli disse: "Non essere arrabbiato, anche tu potrai essere felice con tua mamma: sono io! Ora staremo sempre insieme.

M.F.
Dopo un'ora che la mamma dell'uccellino volava sul bosco alla ricerca del suo piccolo, ad un certo punto il Guardaparco vide il bruco che faceva la guardia alla gabbia.
La mamma, felice di aver ritrovato l'uccellino, chiese subito al Guardaparco di aprire la gabbia usando i numeri che aveva trovato sul tronco degli alberi con l'aiuto di Eu Genio.
Una volta liberato l'uccellino, la mamma prese con il becco il bruco e lo mise dentro la gabbia richiudendola subito e cambiando la combinazione.
Tutti felici e contenti tornarono volando verso Eu Genio che li stava aspettando.
I quattro festeggiarono tutta la notte ballando e cantando contenti di avere liberato il piccolo uccellino e di avere dato una punizione al bruco.

L.C.
Il Guardaparco guarda giù con un binocolo e vede la gabbia; la mamma allora scende a prenderlo e vede che la gabbia è appesa ad un albero.
Prende una scala e pensa a quale delle combinazioni possa essere fatta.
Dietro un cespuglio fa la guardia un grosso brucone e dice: "Che cosa stanno facendo?"
Il Guardaparco e la mamma vedono il bruco, gli buttano addosso una rete e lo catturano.
Il Guardaparco adesso è tranquillo: per aprire la gabbia prova tutte e due le combinazioni e quella esatta è 359.
La gabbia si apre e l'uccellino è di nuovo libero e vola con la madre verso il nido con il Guardaparco.
Il brucone infine diventa buono e capisce che non si devono catturare gli esseri viventi.

F.C.
Viene un grande vento ma era un avvenimento strano perché la giornata è splendida.
Il bruco si insospettisce, prende una pala, scava una buca e ci si infila con l'uccellino senza lasciare traccia.
Il Guardaparco e la mamma cercano disperatamente le tracce del piccolo e volando scorgono dall'alto un grande buco.
Nel frattempo il bruco si è nascosto dietro l'erba lasciando l'uccellino nel buco.
Il Guardaparco e la mamma scoprono il nascondiglio, riescono ad aprire la gabbia con la combinazione e liberano il piccolo che vola nel nido assieme alla madre. il Guardaparco cerca il brucone, lo scorge tra l'erba ed iniziano una lotta furibonda.
Il Guardaparco dà una testata al brucone che perde la memoria e si dimentica di essere cattivo e, da allora, è il migliore aiutante del Guardaparco: insieme proteggono tutti gli animali e le piante del parco.

L.T.
Appena il Guardaparco si alzò in volo sul dorso dell'aquila il mago scomparve.
Il Guardaparco volò insieme all'uccello; all'improvviso la mamma del piccolo andò giù in picchiata ed il Guardaparco le disse: "Ma dove vai?". Tartè, (questo è il nome del volatile, non rispose ma si appoggiò sul ramo dove c'era la gabbia e pronunciò una combinazione: 395.
La gabbia si aprì e l'uccellino scattò fuori: si sentiva libero ormai.
Non si era però accorto che dietro di lui ci fosse sua mamma; Tartè prese il volo (adesso non aveva il Guardaparco), appena afferrò il piccolo disse: "Finalmente ti ho trovato, eri lì, sopra quel ramo!"
La mamma era felicissima!! Da quel giorno il brucone non avrà più cibo perché…ah, non ve l'ho raccontato: il bruco aveva catturato l'uccellino perché se lo voleva mangiare!!

G.P.
Il Guardaparco e la mamma sono andati in tante strade ma non trovano la gabbia e sono disperati.
Dall'alto vedono un sentiero con le tracce del bruco.
L'uccello e il Guardaparco scendono sul sentiero.
Poco distante c'è l'uccellino e il Guardaparco vede la gabbia con il piccolo: è ferito perché il bruco l'ha maltrattato.
La mamma e il Guardaparco fanno di tutto per liberarlo; al Guardaparco viene in mente la combinazione: è 395.
La gabbia si apre, l'uccellino è di nuovo libero e vola con la madre verso il nido con il Guardaparco.
Il brucone infine diventa buono e capisce che non si devono catturare gli esseri viventi.

A.S.
L'uccellino è intrappolato in una caverna e c'è qualcuno che fa la guardia: è il brucone.
Eu Genio ha fatto una magia per liberare l'uccellino intrappolato nella gabbia.
Il bruco, non vedendolo più si sta chiedendo: "Dove si è cacciato?".
L'uccellino è scappato perché Eu Genio ha fatto una magia per liberarlo e portarlo dalla mamma.
La storia si conclude così: il brucone diventa buono e l'uccellino ritorna dalla mamma.

Ecco i disegni ... Clicca sulle piccole immagini per vederne l'ingrandimento.