Presso l'ospedale Bassini incontro la classe 2a. Subito ci incamminiamo
per entrare all'interno del rimboschimento.
Ci fermiamo subito dopo il gruppo di orti gestiti dai pensionati di
Cinisello: facciamo alcune riflessioni su come sia cambiato questo bosco
rispetto alla prima uscita.
Essenzialmente c'è un maggiore rigoglio di vita - le piante
e gli animali stanno lavorando per affermarsi nella dura lotta per la
vita. Sentiamo gli uccelli cantare. Perchè cantano?
"Per la felicità" - mi dicono i bambini.
Come d'altronde recita la filastrocca che mi intonano subito dopo.
Mi permetto però di insinuare un piccolo dubbio:
"Veramente gli uccelli cantano con gioia? Non sarà magari
che nel loro canto ci sia soprattutto una grande serietà e un
notevole senso dell'importanza di quello che ora loro stanno facendo?
Come, per esempio, l'essere impegnati a riprodursi, a procreare nuova
vita.
Camminiamo nel bosco: dobbiamo raggiungere l'albero n°69, quello
attorno al quale dovremo animare la nostra stanza.
Troviamo infine il nostro acero: notiamo con dispiacere che non si
trova in buone condizioni di salute - si sta lentamente e completamente
scortecciando.
Cerchiamo intorno a questo albero la traccia della nostra semina precedente:
osserviamo moltissime piccole piantine di acero, sparse un po' ovunque,
ma riconosciamo anche alcune "file" di piantine allineate
la cui origine non può che essere dovuta alla nostra mano.
Non troviamo però il risultato della semina dei semi di evonimo
e di quercia: solo più tardi troveremo alcune ghiande che stanno
cominciando lentamente a germogliare.
A questo punto i bambini mi raccontano dei loro progetti
per la realizzazione della stanza: ne hanno fatto parecchi, individuali,
e tra questi sono poi arrivati a sceglierne uno - quello dello specchio,
inteso come simbolo di cambiamento nel tempo.
Il progetto dello specchio si è quindi tradotto nella realizzazione
di un cartellone - specchio che abbiamo provveduto a sistemare sull'acero
n°69.
Occorre ora capire come potremmo andare avanti nel lavoro. Decidiamo
che la parola specchio, all'interno di un bosco e a prescindere dalla
sua non utilità effettiva, potrebbe richiamarci altre suggestioni
possibili:
- il gioco con lo specchio
- l'imbroglio che può portare uno specchio
- il pericolo e la salvezza relativa che si può collegare ad
uno specchio
A queste conclusioni arriviamo dopo avere riflettuto sull'unico "specchio"
naturale che un bosco potrebbe ospitare: uno specchio d'acqua.
Ci prepariamo quindi all'allestimento della stanza. Dividiamo la classe
in tre gruppi, uno per ogni suggestione relativa al concetto di specchio.
Una volta terminate le attività dei gruppi ci riuniamo per comunicarle
agli altri.
Il primo gruppo ha lavorato sul pericolo nel bosco (spesso legato all'imbroglio).
Il gruppo progetta e realizza i seguenti pericoli:
- un filo teso tra due alberi
- un buco ricoperto dall'erba
- degli spuntoni affioranti dalla terra
- dei rami rotti e pericolanti su di un albero
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Il secondo gruppo progetta un gioco con lo specchio d'acqua:
"Due scoiattoli si trovano vicino ad uno specchio d'acqua; uno
di loro tira un sasso nell'acqua e l'altro lo deve andare a riprendere
nel minor tempo possibile".
Il terzo gruppo lavora al concetto di imbroglio.
Un possibile utilizzo del concetto di specchio come imbroglio nel bosco
- sempre utilizzando molto la fantasia - potrebbe essere quello di mostrare
una situazione ambientale che non corrisponde alla verità e grazie
a questa finzione imbrogliare qualcuno e metterlo quindi in difficoltà.
Rappresentiamo quindi su un grande foglio questo "specchio imbroione",
con vari colori.
Per finire, visto che in pratica il terzo gruppo ha realizzato la base del
giornale della classe, su
questa incolliamo i contributi degli altri due gruppi per ottenere effettivamente
una copia de "Lo Specchio Imbroione".
Osserviamo molto velocemente alcuni lavori che la classe mi ha portato:
tutti i progetti dei bambini
e una serie di storie sull'albero.
Si è fatto tardi, saluto la classe e mi avvio in cascina.