Il piccolo giardiniere - L'Orto Botanico di Brera - La costruzione dell'aiuola

Dalla tesi di Valentina Ugo

I lavori di preparazione sono iniziati alla fine del mese di marzo 2004.
Innanzitutto ho valutato con Manuel Bellarosa, il correlatore di questa tesi, nonché responsabile dell’orto di Brera, quale aiola possedesse la posizione piî idonea, infatti le aiuole sono in gran parte ombreggiate dallo strato arboreo sovrastante.

Abbiamo individuato un’aiola esposta al sole in mattinata e in ombra nel pomeriggio, denominata aiuola n°23 verde (la numerazione della aiuola verrà discussa in un paragrafo dedicato) che misura circa 12 m di lunghezza e 1,2 m di larghezza.

Il lavoro principale è stato quello di dissodare la terra, procedendo in parallelo con i trapianti delle piante officinali da introdurre in aiola e di quelle che erano già presenti da trasportare in altre aiuole dove avevamo già disposto lo spazio adeguato per trapiantarle.

La disposizione delle piante è stata decisa secondo due criteri: posizionare le piî alte nel mezzo lasciando ai bordi le piî basse per non intralciare il passaggio ai lati dell’aiuola, e associare le piante in modo che vi fosse per tutto l’arco dell’anno del verde sparso su tutta la lunghezza dell’aiola mischiando adeguatamente erbacee perenni con annuali.

Durante i trapianti sono servite cure particolari per specie con apparato radicale esempio che necessitano oltre al concime chimico (12.12.12) e letame anche di sabbia per drenare meglio l’acqua, come ad esempio Paeonia officinalis L., Ruscus aculeatus L. oppure di solo concime chimico (12.12.12) per portare piî velocemente a fiore Syringa vulgaris L.

E’ occorsa circa una settimana per concludere il lavoro di trapianto.

Nel mese di aprile ho iniziato quella che è diventata un’operazione di routine: la pulizia dell’aiola dalle varie piante infestanti che si ritrovano poi in tutte le aiuole dell’orto, tra le piî comuni vi è il Convolvolo (Convolvulus sp.), il trifoglio (Trifolium sp.), gli occhi della madonna (Veronica chamaedriys L.), il centocchio (Stellaria sp.), nonché l’acanto (Acanthus mollis L.). La pulizia è occorsa poi a diversi intervalli a seconda delle stagioni.

A fine maggio mi sono accorta che alcune piante non previste, provenienti da aiuole attigue si erano inserite naturalmente quali: Oenothera biennis L., Aquilegia vulgaris L., Phitolacca decandra L., e Bellis perennis L..

Si è deciso di non toglierle dall’aiola proprio per rimanere coerenti con la filosofia dell’orto che non vuole essere rigida nella distribuzione delle piante lasciando la loro diffusione, per quanto possibile, naturale. Dato che gran parte delle piante possiede qualche proprietà  officinale, anche quest’ultime ne hanno qualcuna, quindi la loro introduzione non ha variato il tema dell’aiola integrandosi perfettamente.

A questo punto il lavoro di preparazione dell’aiuola era completato.

Sono seguite nei mesi successivi le varie cure di routine come la pulizia, la raccolta di semi, la cura dai parassiti, e all’occorrenza trapianti; per ogni pianta nella relativa scheda verranno indicate queste operazioni in dettaglio.

A distanza di un anno nella primavera 2005 è stato necessario diminuire l’ampiezza di alcune piante cresciute a tal modo da far patire quelle attigue, tra queste: Sambucus nigra L., Arctium lappa L. e  Phitolacca decandra L.