<%@LANGUAGE="VBSCRIPT" CODEPAGE="1252"%> 5a Elementare via Sardegna - Cinisello Balsamo
Teleparconord - il rilevamento ambientale
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5a Elementare via Sardegna - Cinisello Balsamo
3 febbraio 2006

Ci incontriamo davanti alla cascina per incamminarci verso il sito campione. Là voi, come gli anni scorsi, venite con me, Alessandra.

Oggi è una bella giornata di sole, e di neve! il che richiede un po' di fatica in più nel camminare ma rende tutto più magico!

Nella neve è anche facile rilevare impronte, ed entrando nel giardino del centro scolastico, dove si trova la nostra meta, troviamo impronte di conigli e anche i loro escrementi.

Prima di tutto, dopo un veloce ripasso di nomi, mi spiegate cosa vi aspettate di fare oggi,

come pensate sia giusto comportarvi,

ed infine mi mostrate quali sono gli strumenti che avete portato per aiutarvi nella ricerca: tutti sono contenuti nella valigia di Talete che, mi spiegate, fu un filosofo naturalista.

Scopro che avete portato: bottiglie, scottex, torce, fogli di carta, guanti, cucchiai, bastoncino di gelato, paletta di cartone, pinze, paletta di ferro, forbice, tenaglie, uno strumento inventato da voi per fare buchi, cacciaviti, scatole di plastica, guanti da sci, scatola di cioccolatini, lenti di ingrandimento, un binocolo.

I due aspetti che vi interessa affrontare sono legati all'aria e al suolo.

Prima di tutto mi spiegate cosa per voi è la qualità dell'aria, e fate le vostre ipotesi sul fatto che nel Parco, una sorta di isola verde circondata da strade trafficate, sia un po' meno inquinata che non all'esterno.

Qui non si annusano odori cattivi come in città, si sentono rumori lontani e attutiti, non si vede fumo grigio come invece accade quando sulle strade ci sono tante macchine.

Prima di tutto per avere qualche informazione in più misuriamo la temperatura dell'aria, che al tatto è sicuramente più calda di quella della neve: risulta infatti che oggi la temperatura dell'aria è di 12,5 °C, mentre la neve -0,2 °C.

Entriamo nel sito campione per raccogliere altre informazioni.

Dobbiamo trovare un sentiero perché le nevicate di quest'anno hanno rotto alcuni alberi: questo è un divertente pretesto per avventurarci!

Ed abbiamo anche fortuna: ci imbattiamo in una serie di impronte che ipotizzo essere della volpe.

Giunti in uno spiazzo qualcuno raccoglie uno stano oggetto argentato con ad un'estremità un pezzetto si scotch bianco. Un attento osservatore si accorge anche di uno strano cartello che ciondola da un ramo: io ne ho due intatti con me, e ve li mostro.

Vi spiego che entrambi sono degli strumenti con cui abbiamo pensato di rilevare la pulizia dell'aria, e per entrambi intuite correttamente il funzionamento.

Il primo "cattura" le particelle di sporco sullo scotch, che poi si può osservare con la lente o con il microscopio: sono comunque le particelle più grossolane, quelle che anche i peli del vostro naso riescono ad intercettare e a non farvi respirare, non certo le cosiddette micropolveri che causano problemi alla respirazione e sono causa scatenante del blocco del traffico.

Il secondo è un fazzoletto bianco con un tratto coperto di scotch posizionato su una tavoletta di legno: esposto per qualche settimana, togliendo lo scotch si evidenzia la differenza tra "sporco" e pulito.

Ricordandovi che causa dell'inquinamento non sono solo le auto, ma anche i riscaldamenti e in generale molti fumi che escono dalle industrie, vi invito a provare a ricostruire a scuola questi strumenti, cercando di esporli e poi confrontare i risultati di punti diversi (una strada trafficata, un cortile, un giardino...)

Un' altra misurazione che possiamo fare è quella della temperatura del suolo, che prendiamo sollevando un paletto conficcato a terra: 0,6 °C.

Decisamente più freddo dell'aria, il suolo rimane leggermente sopra lo zero, il che potrebbe essere un bene per i piccoli organismi e per le radici degli alberi.

Per studiare meglio le caratteristiche del suolo ci spostiamo nel bosco grande.

Anche questa volta entrando siamo aiutati dalla presenza della neve nello scoprire altre impronte:

Questa volta dovrebbero essere quelle del cervo che si aggira nel Parco!

Ci fermiamo e, divisi in gruppi, vi distribuisco il materiale per la prossima attività: la raccolta di campioni di suolo.

Stabiliamo insieme che per misurarne il grado di umidità peserete in classe una certa quantità di terra umida, la farete asciugare al sole e poi ripeserete la terra: la differenza vi darà il peso dell'acqua evaporata, e visto che siete bravi con le equivalenze la convertirete in centilitri!

Per raccogliere utilizzate contenitori, guanti e palette.

Anche le lenti possono servire, soprattutto se si tratta di osservare da vicino cosa si trova nel suolo, come per esempio organismi dalle mille zampe o larve di insetto.

Tutto ciò che si decompone, mi spiegate, si trasforma in humus, un tipo di terreno molto scuro e ricco.

Infatti osservando le radici di un albero caduto ci accorgiamo che lo strato superficiale è quasi nero,

e ne preleviamo un campione che esaminerete a scuola.

Qui vi faccio osservare anche la quantità di terra che le radici hanno portato con sè nella caduta, e che sono come una rete che la trattiene... ecco perchè in montagna sono così importanti i boschi: trattengono il suolo!

Probabilmente la terra tra queste radici è un po' meno umida di quella del suolo scavato prima, e per provarlo raccogliete un ultimo campione da analizzare.

Come ultima cosa vi racconto la storia di Urano e Gea, che è lo spunto per un ultima raccolta di cose "strane":

un muschio morbido, dei cappellini pelosi, delle foglioline verdi, dei bastoni, delle pignette, gli aculei di un riccio morto (che osserviamo ma non raccogliamo)

Con queste cose se voltete potrete inventare una storia! mandatecela, la leggerà uno strano amico del Parco: Brughillo

Brighillo è soddisfatto del vostro lavoro!
e ve lo certifica!
ecco il suo timbro!

Brughillo aspetta anche l'elaborazione dei dati raccolti oggi, e il racconto delle esperienze che da questi prenderanno spunto: scrivetegli una lettera!

Arrivederci!