<%@LANGUAGE="VBSCRIPT" CODEPAGE="1252"%> 3a Elementare via Muzio - Milano
Teleparconord - il rilevamento ambientale
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3a Elementare via Muzio - Milano
22 febbraio 2006

Ci incontriamo all'ingresso di via Suzzani, e voi venite con me, Alessandra, e oggi ci accompagna anche Carolina. Piove tanto, quindi ci incamminiamo verso il Teatrino per cercare di non bagnarci troppo.

Mi ridite i vostri nomi e ricordiamo insieme alcune delle attività dell'anno scorso, quando avevamo lavorato nel bosco.

Oggi siete qui per esplorare e conoscere un ambiente diverso: gli stagni, o laghetti.

Come per il bosco, anche qui è stato l'intervento dell'uomo a creare l'ambiente che ora vedete.
Provate a immaginare come realizzare uno stagno: dopo aver fatto uno scavo si deve mettere uno strato di qualche cosa che non permetta all'acqua di essere assorbita dal terreno: plastica? sabbia? foglie? sassi?
Creta o argilla! una terra particolare che se viene compattata diventa impermeabile. Adesso possiamo metterci l'acqua e tute le altre cose.
Le piante acquatiche che vedremo furono messe dall'uomo, mentre gli animali arrivarono da soli.
Ma... come?
Gli uccelli e gli insetti volando; qualche insetto volando oppure camminando o saltando. Rimaniamo nel dubbio di come i pesci (se ci saranno) siano riusciti ad arrivare... qualcuno ipotizza: perché sono stati portati dall'uomo?

Adesso vediamo cosa avete preparato a scuola: un cartellone e tante parole che immaginate trovare in uno stagno. Avete scritto gli esseri viventi e i non viventi:

Dobbiamo scoprire se tutte queste parole ci sono negli stagni che andremo a vedere.

Ci avviciniamo a quello che al Parco chiamiamo il "laghetto vecchio" (ha circa quindici anni), stando attenti a non scivolare perché è tutto molto fangoso. Mentre ci avviciniamo vediamo delle gallinelle d'acqua che si allontanano appena ci sentono arrivare, ci sono anche delle coppie di germani.

Nell'acqua si vedono canne tagliate, e vi spiego che queste vengono tagliate dagli operai del Parco per mantenere lo stagno pulito.
Proviamo a misurare la temperatura, sia dell'aria che dell'acqua.
La temperatura dell'aria è di 7.4 °C, quella dell'acqua è molto simile 7.3 °C.

Adesso proviamo a guardare attentamente cosa c'è dentro l'acqua:

- piume
- alghe
- foglie
- sassi
- qualcuno di voi a visto un verme
- tanti legni
- una lumaca
- delle pigne
- un pesce, ma morto.

Passando sopra il canale che, vi spiego, alimenta questo stagno (che quindi non può mai asciugarsi come invece avviene per uno stagno naturale) ci incamminiamo per un sentiero per osservare il laghetto girandogli intorno.

Scopriamo: le gemme del salice, gli ontani con le radici nell'acqua e i loro frutti, un albero "condominio" di piccioni, un albero che è stato tagliato perché era malato (si capisce dai buchi che si vedono nel legno), l'argilla, i fiori del nocciolo e i frutti dell'ontano.

Ognuno di voi si diverte ad osservare (e anche a raccogliere) le tante cose interessanti che si trovano intorno ai laghetti: purtroppo ci sono gli ombrelli che danno un po' fastidio…

Vediamo anhe il tombino da cui esce l'acqua dello stagno, permettendo che il livello dell'acqua sia sempre costante.

Ci ritroviamo al punto di partenza e ricomponiamo il cartellone tenendo le parole che avete trovato e mettendo da una parte quelle non trovate.

Tutti i non viventi ci sono, mentre osserviamo che la maggior parte degli animali e qualche pianta non è stata avvistata: secondo voi gli animali sono in letargo come i pesci, e si nascondono nel centro dello stagno dove forse l'acqua è più calda. Aspettiamo la primavera per verificare le nostre ipotesi!

Ci spostiamo verso gli altri laghetti del Parco, quelli più recenti.

Scendendo dal Teatrino trovate un bell'albero per terra che sembra un uomo sdraiato. Pure si è formato un laghetto in un buco del albero…
Proseguiamo e raggiungiamo l'altro stagno, dove incrociamo i vostri compagni.

Vi spiego che qui l'uomo non ha messo nemmeno le piante acquatiche, ma che sono arrivate da sole. Questo stagno è molto diverso, e mi spiegate perché:

- c'è la fontanella
- è più piccolo
- l'acqua è più pulita
- ci sono molto più alghe
- non ci sono alberi intorno
- ci sono più canne e non sono state tagliate
-c'è la mentuccia

Vi spiego che questo laghetto lo chiamiamo il laghetto dei rospi e le rane… In effetti qui in primavera potremo ascoltare e vedere le rane e i rospi che, vi spiego, sono due animali ben diversi.

Ma come hanno fatto ad arrivare qui le piante? Mi dite che i semi sono stati portati dal vento dall'altro stagno, e che quelli caduti nell'acqua hanno germinato.
Infatti camminando lungo il canale, troviamo delle tife con ancora ben evidenti i loro frutti, e i loro semi leggeri: proviamo ad agitarli... ma sono bagnate e non volano molto.

Raggiunto l'ultimo laghetto, osservate che l'acqua sembra più sporca e il laghetto sembra più profondo.
Mentre ci avviciniamo delle gallinelle d'acqua volano via.
Siete stanchi e continua a piovere, giriamo intorno allo stagno e prima di andare parliamo della prossima uscita e vi dò dei compiti importanti: rielaborare il cartellone, aggiungendo anche le parole nuove, provare a ipotizzare perché alcune cose non c'erano e quali ci saranno in primavera.

Vi accompagniamo e al ponte ci salutiamo. Speriamo la prossima volta porterete anche il sole! Grazie e arrivederci!